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immagine tratta dal sito di Santiago Calatrava: www.calatrava.com
Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2003
Last updating: 1-10-2003

Fermate il Ponte di Calatrava!

L'appello riportato di seguito è stato mandato ai seguenti destinatari:

Dott. Raffaele Goretti, Presidente Federale FAIP
Dott. Pietro Barbieri, Presidente FISH
Dott. Tommaso Daniele, Presidente FAND
Dott. Enzo Tioli, Vicepresidente UIC
Dott. Giovanni Pagano, Presidente ANMIC
Prof. Mario Alberto Battaglia, Presidente AISM
Dott. Salvatore Giambruno, Presidente LEDHA
On. Antonio Guidi, Sottosegretario Ministero Salute
On. Grazia Sestini, Sottosegretario Ministero Lavoro e Politiche Sociali
Dott. Alfonso D'Amato, Presidente AIAS
Giulio Colombo e Gabriella Furlani, Associazione Paraplegici Lombardia
Presidente AIAS Milano
Dott. Giampiero Griffo, Presidente europeo DPI - Disabled People International
Dott.ssa Rita Barbuto, Presidente DPI - Italia
Dott.ssa Luisa Bosisio Fazzi, Presidente Consiglio Nazionale sulla Disabilità
Dott.ssa Carla Mondolfo, Presidente Associazione Nazionale Subvedenti
Prof. Giulio Nardone, Presidente Associazione Disabili Visivi


La costruzione del nuovo ponte per Venezia di Santiago Calatrava - il quarto sul Canal Grande dopo quello di Rialto (1588), dell'Accademia (1932) e degli Scalzi (1934) - entrerà a far parte della storia della città, del nostro Paese, della cultura e del patrimonio mondiale.

Il progetto di questa opera è stato redatto, le opere appaltate. Di recente è stato dato avvio ai lavori. In mezzo a molte polemiche, visto che il nuovo ponte non è accessibile.

Progettare per Venezia è sicuramente una sfida avvincente e temibile, in bilico tra la continuità con la storia passata e quella futura, in una realtà urbana che è ancora a misura d'uomo, della sua pedonalità (e non dell'automobile). Queste cose ben le conosce Santiago Calatrava - ingegnere, architetto e scultore - che di ponti ne ha realizzati molti, la maggior parte dei quali accessibili, riuscendo a coniugare in modo sapiente funzionalità ed estetica. Peraltro l'accessibilità non risulta estranea al progetto di questo quarto ponte: rampe affiancano i gradini alle estremità del ponte e un'ipotesi di utilizzo di un servoscala è stata considerata fin dagli inizi. Ma l'Amministrazione decide di abbandonare queste soluzioni e ritiene di soddisfare l'accessibilità garantendo un servizio gratuito di vaporetti. Solo a seguito delle polemiche apparse sui giornali l'Amministrazione decide di rimandare ad un secondo tempo - a ponte finito! - la progettazione e l'appalto di servoscala per l'accessibilità.

Ma questo ponte non può essere considerato accessibile e come tale - così com'è - non si deve realizzare, per questioni simboliche, etiche, estetiche, di principio e di rispetto della normativa vigente:

  • per la cultura progettuale del terzo millennio l'accessibilità è un requisito qualitativo e funzionale dell'architettura: un progetto esemplare come questo non può permettersi di eludere tale tema

  • la legislazione vigente non prevede "deroghe" per opere di questo tipo adducendo come motivazione unica l'unicità del luogo in cui si opera. Il territorio italiano è diffusamente connotato da innumerevoli valenze storico-artistiche e monumentali, e tale atteggiamento potrebbe costituire un pericoloso precedente a cui fare riferimento per successivi interventi a Venezia o nelle molte città storiche del nostro Paese

  • deve essere superato un approccio che vede nel servoscala una soluzione di utilizzo semplice e immediato. Il servoscala non è una soluzione tecnicamente valida (l'esperienza stessa dell'adeguamento di alcuni ponti esistenti a Venezia ha dimostrato come queste apparecchiature, installate all’aperto, in presenza di un ambiente salmastro, non siano in grado di garantire la necessaria affidabilità, autonomia e sicurezza) oltre ad essere stigmatizzante ed emarginante sotto il profilio psicologico
  • la rilevanza dell’opera e del suo autore sono tali da rendere il nuovo ponte un riferimento per i progettisti (soprattutto i più giovani), i quali potrebbero intendere che il requisito dell’accessibilità possa essere opzionale, se anche ‘un grande’ l’ha elusa (si ricorda che a settembre Calatrava è stato insignito del riconoscimento ‘Leonardo Da Vinci Medal’ con motivazioni che includono, fra le altre, "l’alto valore educativo delle realizzazioni")

  • è infine banale ricordare - ma forse sfugge ai più - che si tratta di un ponte pedonale (ovvero di un’opera che sottende un' ’intimità’ con l’utente, la possibilità che possa essere vissuta ed interpretata come luogo d’incontro, punto panoramico, etc..)

A supporto di quanto esposto, è possibile portare circostanziate argomentazioni normative:

  1. tutte le opere pubbliche di nuova realizzazione devono essere accessibili (DPR 503/96); il progettista è obbligato a certificare la conformità degli elaborati alle disposizioni di norma (DPR 503/96 e L. 104/92 art. 24.5). Gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il rispetto della norma e devono essere accompagnati da una specifica relazione

  2. un'opera pubblica non accessibile non può essere finanziata (L. 41/86 e DPR 503/96)

  3. un opera pubblica non accessibile in cui "le difformità siano tali da rendere impossibile l'utilizzazione dell'opera" da parte delle persone con disabilità è dichiarata inagibile. In questi casi "il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti per l'agibilità o l'abitabilità ed il collaudatore, ciascuno per la propria competenza, sono direttamente responsabili. Essi sono puniti con l'ammenda da lire 10 milioni a lire 50 milioni e con la sospensione dai rispettivi albi professionali per un periodo compreso da uno a sei mesi" (L. 104/92 art. 24.7)

  4. il vaporetto non può essere considerato una corretta "soluzione alternativa" anche perché in contrasto con il DPR 503/96 art. 26: è l'opera in sé che deve essere accessibile in quanto spazio, monumento, opera d'arte vissuta dai cittadini. Là dove la norma (DM 236/89 art. 7) prevede che possano "possono essere proposte soluzioni alternative alle specificazioni e alle soluzioni tecniche", chiarisce che queste debbano rispondere "alle esigenze sottintese dai criteri di progettazione". In ogni caso è evidente che la soluzione di progetto può essere alternativa rispetto ai dettami della norma, non che il progetto possa trovare fuori del suo ambito (in questo caso in un servizio) soluzioni alternative

  5. il servoscala è consentito dalla normativa solo "negli interventi di adeguamento" (DM 236/89 art. 4.1.13) e pertanto non può essere considerata una soluzione logica e proponibile per realizzare l'accessibilità di un ponte di nuova costruzione

  6. il servoscala è consentito dalla normativa solo "per superare differenze di quota contenute" (DM 236/89 art.Art. 4.1.13) e non è quindi adeguato per superare un dislivello notevole (indicato in circa 10 metri).

Per le ragioni sopra richiamate, i sottoscritti progettisti che da tempo si dedicano alla promozione di una Progettazione Accessibile che sappia includere e non escludere le persone, rivolgono un appello alle Istituzioni, agli Enti e alle Associazioni che rappresentano nella società civile le persone con disabilità affinché, nel pieno dei loro diritti:

  • prendano posizione pubblicamente a favore della necessità di rendere fruibile a tutti il ponte in argomento

  • intraprendano ogni possibile azione legale prevista per il rispetto delle norme vigenti sull'accessibilità al fine di ottenere, prima dell’esecuzione, una variante al progetto rispettosa delle norme tecniche vigenti, connotate tra l’altro da un alto valore sociale.

 

14 novembre 2002

I firmatari:

Francesco Agliardi, architetto (Info B.A., Bergamo)
Maurizio Antoninetti, architetto (Department of Geography - San Diego State University)
Gianni Arduini, designer (HBgroup - Progetto e Ricerca per la Disabilità e l'Utenza Ampliata, Milano)
Alberto Arenghi, ingegnere (Università degli Studi di Brescia - Dipartimento di Ingegneria Civile)
Luigi Biocca, architetto (CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma)
Mitzi Bollani, architetto (esperto europeo in Design for All, EUCAN group)
Marco Bozzetti
, ingegnere (ILITEC - Independent Life Technologies, Roma)
Paola Bucciarelli, architetto (HBgroup - Progetto e Ricerca per la Disabilità e l'Utenza Ampliata, Milano)
Concetta Cocco, architetto (Info B.A., Bergamo)
Sophie Corbetta, architetto (HBgroup - Progetto e Ricerca per la Disabilità e l'Utenza Ampliata, Milano)
Piero Cosulich, architetto (esperto in materia di B.A., Milano)
Giovanni Del Zanna, architetto (HBgroup - Progetto e Ricerca per la Disabilità e l'Utenza Ampliata, Milano)
Tommaso Empler, architetto (esperto in materia di B.A., Roma)
Leris Fantini, designer (CERPA Italia, Trento)
Lucia Folco Zambelli, architetto (esperto in materia di B.A., Milano)
Lucia Lancerin, architetto (CERPA Italia, Trento)
Fabrizio Mezzalana, architetto (Centro per l'Autonomia, Roma)
Andrea Micangeli, ingegnere (ILITEC - Independent Life Technologies, Roma)
Annalisa Morini, ingegnere (CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma)
Luigi Moruzzi, ingegnere (ILITEC - Independent Life Technologies, Roma)
Michéle Pezzagno, architetto (Università degli Studi di Brescia - Dipartimento di Ingegneria Civile)
Adriano Piffer, architetto (CERPA Italia, Trento)
Salvatore Sbacchis, architetto (esperto in materia di B.A., Palermo)
Gaetano Venturelli, architetto (CERPA Italia, Trento)
Fabrizio Vescovo, architetto (Libero Professionista, esperto in materia di B.A., Roma)
Silvia Volpi, architetto (HBgroup - Progetto e Ricerca per la Disabilità e l'Utenza Ampliata, Milano)


A livello internazionale, hanno aderito all'appello (in ordine alfabetico):

Ruth Adix
George Balsley
(Architect in Amherst, MA - associated with Adaptive Environments of Boston - USA)
Catena Calanna (Coordinator - Elba Incorporated, Centre for Neurological Support - Nedlands WA - USA)
Shirley Confino-Rehder (American designer, now living in Padova)
Philippa Daly Smith (Chair, Universal Design Network - Perth, Western Australia)
Richard Duncan (Coordinator of Training, The Center for Universal Design, College of Design, North Carolina State University - USA)
H.P. Froyen M. (Professor, PHL Department of Architecture Universitaire Campus, Bldg.E - Belgium)
Cynthia Gracey (Traveler with a disability - USA)
Paul P. Hogan (FCSD, FRSA, FIDI, Hon.ANCAD, Founder President EIDD - European Institute of Design and Disability)
Shane Holten, M.E.S.
(President, SPH Planning & Consulting Ltd - USA)
Peter Jones (Architect - Accessible Consultancy Services - Fremantle WESTERN AUSTRALIA)
Bob Kellow (Access Design & Inspection Consultants, Melbourne - Australia)
Gail Kolvenbach (Disability Advocate)
Stig Langvad (Chairperson, The Danish Council of Organisations of Disabled People)
Mallika Macleod (ACROD WA, Policy and Project Officer - National Industry Association for Disability Services - Australia)
W. Stephen McCarthy, AIA (Equal Access, ADA Consulting Architects, Inc.- USA)
Arezu Movahed, Ph.D. (Program Director Senior, Adult Learning Center, Institute on Aging Portland State University - USA)
James Mueller (IDSA J.L. Mueller, Inc. - USA)
Terri O'Hare (O'Hare Communications, Inc - USA)
Elaine Ostroff (Director of the Global Universal Design Educator's Network)
Jake Pauls (Architect and Ergomomist - Jake Pauls Consulting Services in Building Use and Safety - Maryland - USA)
Sandy Popp (Person with a disability - Green Bay WI - USA)
Javier Romañach (Foro de Vida Independiente, Madrid, Espagna)
Eleanor Smith (Concrete Change, Atlanta, Georgia - USA)
Edward Steinfeld (Professor of Architecture, Director of IDEA Center and the RERC on Universal Design at Buffalo - USA)
Diana Sullivan (Disability Rights Specialist - IndependenceFirst - USA)
Charles
Schwab (Architect - USA)
Bas Treffers (Vice-president of the EDF - European Disability Forum)
Christa Vragel (Newschool of Architecture + Design - San Diego, California - USA
Gloria Wilson (Traveler - USA)
Sam Woodward (Woodward Architecture - USA)

> ENGLISH VERSION <

Let's help stopping a wrong bridge in Venice, Italy