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Fermate
il Ponte di Calatrava!
L'appello
riportato di seguito è stato mandato ai seguenti destinatari:
Dott. Raffaele Goretti, Presidente
Federale FAIP
Dott. Pietro Barbieri, Presidente FISH
Dott. Tommaso Daniele, Presidente FAND
Dott. Enzo Tioli, Vicepresidente UIC
Dott. Giovanni Pagano, Presidente ANMIC
Prof. Mario Alberto Battaglia, Presidente AISM
Dott. Salvatore Giambruno, Presidente LEDHA
On. Antonio Guidi, Sottosegretario Ministero Salute
On. Grazia Sestini, Sottosegretario Ministero Lavoro e Politiche Sociali
Dott. Alfonso D'Amato, Presidente AIAS
Giulio Colombo e Gabriella Furlani, Associazione Paraplegici Lombardia
Presidente AIAS Milano
Dott. Giampiero Griffo, Presidente europeo DPI - Disabled People International
Dott.ssa Rita Barbuto, Presidente DPI - Italia
Dott.ssa Luisa Bosisio Fazzi, Presidente Consiglio Nazionale sulla Disabilità
Dott.ssa Carla Mondolfo, Presidente Associazione Nazionale Subvedenti
Prof. Giulio Nardone, Presidente Associazione Disabili Visivi
La
costruzione del nuovo ponte per Venezia di Santiago Calatrava - il quarto
sul Canal Grande dopo quello di Rialto (1588), dell'Accademia (1932) e
degli Scalzi (1934) - entrerà a far parte della storia della città,
del nostro Paese, della cultura e del patrimonio mondiale.
Il
progetto di questa opera è stato redatto, le opere appaltate. Di
recente è stato dato avvio ai lavori. In mezzo a molte polemiche,
visto che il nuovo ponte non è accessibile.
Progettare
per Venezia è sicuramente una sfida avvincente e temibile, in bilico
tra la continuità con la storia passata e quella futura, in una
realtà urbana che è ancora a misura d'uomo, della sua pedonalità
(e non dell'automobile). Queste cose ben le conosce Santiago Calatrava
- ingegnere, architetto e scultore - che di ponti ne ha realizzati molti,
la maggior parte dei quali accessibili, riuscendo a coniugare in modo
sapiente funzionalità ed estetica. Peraltro l'accessibilità
non risulta estranea al progetto di questo quarto ponte: rampe affiancano
i gradini alle estremità del ponte e un'ipotesi di utilizzo di
un servoscala è stata considerata fin dagli inizi. Ma l'Amministrazione
decide di abbandonare queste soluzioni e ritiene di soddisfare l'accessibilità
garantendo un servizio gratuito di vaporetti. Solo a seguito delle polemiche
apparse sui giornali l'Amministrazione decide di rimandare ad un secondo
tempo - a ponte finito! - la progettazione e l'appalto di servoscala per
l'accessibilità.
Ma
questo ponte non può essere considerato accessibile e come tale
- così com'è - non si deve realizzare, per questioni simboliche,
etiche, estetiche, di principio e di rispetto della normativa vigente:
-
per la
cultura progettuale del terzo millennio l'accessibilità è
un requisito qualitativo e funzionale dell'architettura: un progetto
esemplare come questo non può permettersi di eludere tale tema
-
la
legislazione vigente non prevede "deroghe" per opere di
questo tipo adducendo come motivazione unica l'unicità del
luogo in cui si opera. Il territorio italiano è diffusamente
connotato da innumerevoli valenze storico-artistiche e monumentali,
e tale atteggiamento potrebbe costituire un pericoloso precedente
a cui fare riferimento per successivi interventi a Venezia o nelle
molte città storiche del nostro Paese
-
deve
essere superato un approccio che vede nel servoscala una soluzione
di utilizzo semplice e immediato. Il servoscala non è una soluzione
tecnicamente valida (l'esperienza stessa dell'adeguamento di alcuni
ponti esistenti a Venezia ha dimostrato come queste apparecchiature,
installate all’aperto, in presenza di un ambiente salmastro, non siano
in grado di garantire la necessaria affidabilità, autonomia
e sicurezza) oltre ad essere stigmatizzante ed emarginante sotto il
profilio psicologico
-
la rilevanza
dell’opera e del suo autore sono tali da rendere il nuovo ponte un
riferimento per i progettisti (soprattutto i più giovani),
i quali potrebbero intendere che il requisito dell’accessibilità
possa essere opzionale, se anche ‘un grande’ l’ha elusa (si ricorda
che a settembre Calatrava è stato insignito del riconoscimento
‘Leonardo Da Vinci Medal’ con motivazioni che includono, fra le altre,
"l’alto valore educativo delle realizzazioni")
-
è
infine banale ricordare - ma forse sfugge ai più - che si tratta
di un ponte pedonale (ovvero di un’opera che sottende un'
’intimità’ con l’utente, la possibilità che possa essere
vissuta ed interpretata come luogo d’incontro, punto panoramico, etc..)
A
supporto di quanto esposto, è possibile portare circostanziate
argomentazioni normative:
-
tutte
le opere pubbliche di nuova realizzazione devono essere accessibili
(DPR 503/96); il progettista è obbligato a certificare la conformità
degli elaborati alle disposizioni di norma (DPR 503/96 e L. 104/92
art. 24.5). Gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le
soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire
il rispetto della norma e devono essere accompagnati da una specifica
relazione
-
un'opera
pubblica non accessibile non può essere finanziata (L. 41/86
e DPR 503/96)
-
un opera
pubblica non accessibile in cui "le difformità siano tali da
rendere impossibile l'utilizzazione dell'opera" da parte delle persone
con disabilità è dichiarata inagibile. In questi casi
"il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico
degli accertamenti per l'agibilità o l'abitabilità ed
il collaudatore, ciascuno per la propria competenza, sono direttamente
responsabili. Essi sono puniti con l'ammenda da lire 10 milioni a
lire 50 milioni e con la sospensione dai rispettivi albi professionali
per un periodo compreso da uno a sei mesi" (L. 104/92 art. 24.7)
-
il vaporetto
non può essere considerato una corretta "soluzione alternativa"
anche perché in contrasto con il DPR 503/96 art. 26: è
l'opera in sé che deve essere accessibile in quanto spazio,
monumento, opera d'arte vissuta dai cittadini. Là dove la norma
(DM 236/89 art. 7) prevede che possano "possono essere proposte soluzioni
alternative alle specificazioni e alle soluzioni tecniche", chiarisce
che queste debbano rispondere "alle esigenze sottintese dai criteri
di progettazione". In ogni caso è evidente che la soluzione
di progetto può essere alternativa rispetto ai dettami della
norma, non che il progetto possa trovare fuori del suo ambito
(in questo caso in un servizio) soluzioni alternative
-
il servoscala
è consentito dalla normativa solo "negli interventi di adeguamento"
(DM 236/89 art. 4.1.13) e pertanto non può essere considerata
una soluzione logica e proponibile per realizzare l'accessibilità
di un ponte di nuova costruzione
-
il servoscala
è consentito dalla normativa solo "per superare differenze
di quota contenute" (DM 236/89 art.Art. 4.1.13) e non è quindi
adeguato per superare un dislivello notevole (indicato in circa 10
metri).
Per le ragioni
sopra richiamate, i sottoscritti progettisti che da tempo si dedicano
alla promozione di una Progettazione Accessibile che sappia includere
e non escludere le persone, rivolgono un appello alle Istituzioni, agli
Enti e alle Associazioni che rappresentano nella società civile
le persone con disabilità affinché, nel pieno dei loro diritti:
-
prendano
posizione pubblicamente a favore della necessità di rendere
fruibile a tutti il ponte in argomento
-
intraprendano
ogni possibile azione legale prevista per il rispetto delle norme
vigenti sull'accessibilità al fine di ottenere, prima
dell’esecuzione, una variante al progetto rispettosa delle norme tecniche
vigenti, connotate tra l’altro da un alto valore sociale.
14
novembre 2002
I
firmatari:
Francesco
Agliardi, architetto (Info B.A., Bergamo)
Maurizio Antoninetti, architetto (Department of Geography - San
Diego State University)
Gianni Arduini, designer (HBgroup - Progetto e Ricerca per la Disabilità
e l'Utenza Ampliata, Milano)
Alberto Arenghi, ingegnere (Università degli Studi di Brescia
- Dipartimento di Ingegneria Civile)
Luigi Biocca, architetto (CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche,
Roma)
Mitzi Bollani, architetto (esperto europeo in Design for All, EUCAN
group)
Marco Bozzetti, ingegnere (ILITEC - Independent Life Technologies,
Roma)
Paola Bucciarelli, architetto (HBgroup - Progetto e Ricerca per
la Disabilità e l'Utenza Ampliata, Milano)
Concetta Cocco, architetto (Info B.A., Bergamo)
Sophie Corbetta, architetto (HBgroup - Progetto e Ricerca per la
Disabilità e l'Utenza Ampliata, Milano)
Piero Cosulich, architetto (esperto in materia di B.A., Milano)
Giovanni Del Zanna, architetto (HBgroup - Progetto e Ricerca per
la Disabilità e l'Utenza Ampliata, Milano)
Tommaso Empler, architetto (esperto in materia di B.A., Roma)
Leris Fantini, designer (CERPA Italia, Trento)
Lucia Folco Zambelli, architetto (esperto in materia di B.A., Milano)
Lucia Lancerin, architetto (CERPA Italia, Trento)
Fabrizio Mezzalana, architetto (Centro per l'Autonomia, Roma)
Andrea Micangeli, ingegnere (ILITEC - Independent Life Technologies,
Roma)
Annalisa Morini, ingegnere (CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche,
Roma)
Luigi Moruzzi, ingegnere (ILITEC - Independent Life Technologies,
Roma)
Michéle Pezzagno, architetto (Università degli Studi
di Brescia - Dipartimento di Ingegneria Civile)
Adriano Piffer, architetto (CERPA Italia, Trento)
Salvatore Sbacchis, architetto (esperto in materia di B.A., Palermo)
Gaetano Venturelli, architetto (CERPA Italia, Trento)
Fabrizio Vescovo, architetto (Libero Professionista, esperto in
materia di B.A., Roma)
Silvia Volpi, architetto (HBgroup - Progetto e Ricerca per la Disabilità
e l'Utenza Ampliata, Milano)
A
livello internazionale, hanno aderito all'appello (in
ordine alfabetico):
Ruth Adix
George Balsley (Architect in Amherst, MA - associated
with Adaptive Environments of Boston - USA)
Catena Calanna (Coordinator - Elba Incorporated, Centre
for Neurological Support - Nedlands WA - USA)
Shirley Confino-Rehder (American designer, now living
in Padova)
Philippa Daly Smith (Chair, Universal Design Network
- Perth, Western Australia)
Richard Duncan (Coordinator of Training, The Center for
Universal Design, College of Design, North Carolina State University -
USA)
H.P. Froyen M. (Professor, PHL Department of Architecture Universitaire
Campus, Bldg.E - Belgium)
Cynthia Gracey (Traveler with a disability - USA)
Paul P. Hogan (FCSD, FRSA, FIDI, Hon.ANCAD, Founder President
EIDD - European Institute of Design and Disability)
Shane Holten, M.E.S. (President, SPH Planning & Consulting Ltd
- USA)
Peter Jones (Architect -
Accessible Consultancy Services - Fremantle WESTERN AUSTRALIA)
Bob Kellow (Access Design & Inspection Consultants,
Melbourne - Australia)
Gail Kolvenbach (Disability Advocate)
Stig Langvad (Chairperson, The Danish Council of Organisations
of Disabled People)
Mallika Macleod (ACROD WA, Policy and Project Officer
- National Industry Association for Disability Services - Australia)
W. Stephen McCarthy, AIA (Equal Access, ADA Consulting Architects,
Inc.- USA)
Arezu Movahed, Ph.D. (Program Director Senior, Adult Learning Center,
Institute on Aging Portland State University - USA)
James Mueller (IDSA J.L. Mueller, Inc. - USA)
Terri O'Hare (O'Hare Communications, Inc - USA)
Elaine Ostroff (Director of the Global Universal Design Educator's
Network)
Jake Pauls (Architect and Ergomomist - Jake Pauls Consulting
Services in Building Use and Safety - Maryland - USA)
Sandy Popp (Person with a disability - Green Bay WI -
USA)
Javier Romañach (Foro de Vida Independiente, Madrid,
Espagna)
Eleanor Smith (Concrete Change, Atlanta, Georgia - USA)
Edward Steinfeld (Professor of Architecture, Director
of IDEA Center and the RERC on Universal Design at Buffalo - USA)
Diana Sullivan (Disability Rights Specialist - IndependenceFirst
- USA)
Charles Schwab
(Architect - USA)
Bas Treffers
(Vice-president of the EDF - European Disability Forum)
Christa Vragel (Newschool of Architecture + Design - San Diego,
California - USA
Gloria Wilson (Traveler - USA)
Sam Woodward (Woodward Architecture - USA)
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